venerdì 24 maggio 2013

GOSSIP

ci sono cose di cui non solo non ce ne dovrebbere sbattere la ciolla a priori, ma che proprio non dovrebbero entrare nemmeno nel nostro spazio d'attenzione.
e invece ci entrano eccome, bussando prima piano.
tu non vuoi aprire, preferiresti i testimoni di Geova, e credi che se ne stiano andando con la coda tra le gambe.
poi chiamano gli SWAT e ti abbattono la porta dell'appartamento disabitato che comunemente viene chiamato cervello e rimangono a mangiare a spese tue per chissà quanto tempo.

parlo del Gossip.
quella cosa con cui Studio Aperto ci campa da anni e la D'Urso c'ha mandato all'università i figli, i nipoti, le cugine e le zie.

il termine Gossip non so neache da dove arrivi e francamente, perdere tre minuti della mia preziosa vita per 'sta cazzata mi sembra troppo.
possiamo però essere sicuri che la patria del Gossip sia l'Inghilterra.
un paese in cui se Kate ha i tacchi di 2 micron più alti di quanto l'etichetta reale imponga, si grida allo scandalo, che se sta a monta' la capoccia e via dicendo.
e quello che più fa male ammettere è che, anche se non me ne strasbatte un cazzo di niente della famiglia reale inglese, io so chi è Kate.
so anche il cognome.
Middletone.

non vi fa incazzare come bestie?
queste notizie non chiedono permesso.
se mettono a sede, te se magnano tutto e poi vanno via quanno je pare a loro senza manco un grazie.
e comunque, quando pare a loro significa MAI.

notizia di oggi, Magnini e la Pellegrini si sono lasciati.
hanno fatto un comunicato ANSA.
un comunicato ANSA.

un comunicato ANSA.

UN COMUNICATO ANSA.

ve l'ho scritto più volte per farvi capire bene la pazzia.
immaginatevi di essere un giovane ed aspirante giornalista che scrive per l'ANSA.
siete magari in un momento di pausa e state navigando in internet, leggete quello che i vostri giornalisti preferiti scrivono sulla politica italian ed estera, sulla guerra al terrorismo, sulle vicende intricate della Cina contro il Tibet.
e vi squilla il telefono.

"si, chi è?"
"salve, l'ANSA?"
"si, mi dica"
"vorrei fare un comunicato stampa, è possibile?"
"certo certo, dica pure..." -è il mio momento!!!-
"sono la Pellegrini, può far sapere ALL'ITALIA INTERA che sono single ora?"
*BAM *BAM
"ehm scusi, è ancora in linea signor giovane giornalista? ho sentito un rumore..."
"non si preoccupi signorina Pellegrini, mi sono solo cascate le palle".



martedì 7 maggio 2013

PINOCCHIO 2.0

Hollywood, smettila di romperci le palle coi kolossal basati sulle favole.
non sono mai stato un fan di cose come "il Re Leone" o "Robin Hood", anche perchè il cinismo mi portava a pensare che una volpe non potesse tendere un arco senza il cazzo di pollice opponibile.
ma sto divagando.

esempi come "Biancaneve e il cacciatore" sono sintomatici di un'era che vede l'americanata farla da padrona.
torniamo agli anni '90 con robe tipo Top Gun, Jurassic Park eccetera che però erano bei film cazzo.
apparte Top GUn vabbè, però ora non me ne vengono altri.
l'americanata va bene se fatta in America da americani che la sborosità ce l'hanno nel sangue insomma.
se guardate film tipo Pearl Harbour ve verrebbe voglia de spacca' la televisione.
regazzini de 8 anni che sognano de pilota' l'aerei, usano lo slang gajardo da pilota...
boh, a 8 anni io me guardavo le partite della Lazio e ancora non sapevo che era il fuorigioco.
per dire.

ma se trasliamo queste esagerazioni in un contesto tipicamente europeo, quale la fiaba, le due verità verranno a contatto in una maniera catastrofica.
o fantastica, per gli amanti del kitsch.
punti di vista.

esempi come "Biancaneve e il cacciatore" sono perfetti.
biancaneve non era figa, era 'na pòra disgraziata.
il cacciatore era solo lo zerbino della regina zitellona bruttona, non il tizio dai capelli fluenti, pure un po' zozzo magari, che c'hanno fatto vede'.

vi faccio fare un piccolo giochino mentale a questo punto:



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REGISTA: Tim Burton
PROTAGONISTA: Johnny Depp (manco a dillo)


                                                 PINOCCHIO

Johnny Depp è un astuto Pinocchio, intimista e che gioca secondo le proprie regole.
Pinocchio, in questo caso, si fa di oppio.

Geppetto è Anthony Hopkins, moderno Frankenstein che in un androne buio di un palazzo francese dell'800 (si, in Francia va bene?) crea dal nulla un regazzino de legno.

Tim Burton taglierà intere scene con la fata turchina (interpretata da Keith Richards) e con la volpe e il gatto (due zombi) e passerà subito alla scena con la balena.
balena interpretata da Jorge Garcia (il cicciamerda di Lost).

Pinocchio, chiuso nella buia balena, prima inizia a cantare e ballare canzoni di morte con dei pesci in fase di putrefazione e quando si rompe il cazzo comincia a chiedere aiuto.
Geppetto, AKA Anthony Hopkins, con l'aiuto di Keith Richards (la fata turchina), ritrova il segnale del GPS infilato nel culo di Johnny Depp e, trasportato da mille corvi capitanati da Brandon Lee (il Corvo - non può piovere per sempre) atterra sulla balena.

dopo un ballo ed il solito canto di morte con la Balena, Geppetto sbrocca, caccia fòri l'AK47 e libera Pinocchio che, drogato come Ozzy Osborne, cade in coma e sognerà per sempre di essere un bambino vero.

ultima scena, Pinocchio che saluta la Fata Turchina., convinto di essere un bambino in carne e ossa.
l'immagine si allarga, i contorni verdi di un mondo super-mega-wow si affievoliscono e tuttuduntratto ci ritroviamo in una sala d'ospedale, Johnny Depp attaccato ad una macchina per rianimare ed una dolce voce fuori campo:

"voleva solo essere un bambino vero".



ecco, dove arriveremo.
giovinastri.

martedì 30 aprile 2013

IL TRENTENNE CHE NON VOGLIO ESSERE.

quando avevo 15 anni o qualcosa del genere, mi sono ripromesso di NON diventare alcune cose.
e mi sono dato anche un limite, passato il quale, sarei venuto meno alla mia promessa.
e quel limite erano appunto i 30 anni.

a 15 anni i 30 anni sembrano davvero un limite spropositato, erano il futuro e qualcosa che sarebbe arrivato tra cento anni.
c'erano altri 15 anni in mezzo tra il vecchio me ed il futuro me e quegli anni erano lunghi, ognuno, almeno il doppio.
almeno credevo.

ed ora mi ritrovo qui, a quasi 26 anni, a quattro anni dal termine della promessa fatta al me stesso di 11 anni fà e credo che in buona parte sono riuscito a non deludermi.

vi scrivo qui di seguito le cose che non sarei dovuto diventare e che non avrei dovuto fare.
e intanto vi faccio pure un resoconto della mia INTERESSANTISSIMA vita.

1) NON DIVENTARE NOIOSO.
ricordo un ex di mia sorella, vicinissimo all'epoca ai trent'anni e ricordo il suo essere noioso, tedioso, sempre stanco e pigro.
e questa cosa mi ha davvero scosso.
uno a 30 anni che pò esse così rompicojoni?
eddaje su.

2) NO MANGA.
se non me piacevano a 15 anni nonvedo perchè dovrebbero piacermi ora.
niente da aggiungere insomma, non te ponno piaceè i manga a 30 anni.

3) NO SALSA.
ho detto salsa ma avrei potuto dire Bachata, Tango e tutti i latinoamericani.
musica insulasa per gente insulsa.
non è figo avere trent'anni e ballare come un omosessuale di Manila.
non è figo avere trent'anni e sculettare come Cristiano Malgioglio.
non è figo avere trent'anni e cercarsi la ragazza in questi centri di "Dio-mio-ti-prego-voglio-scopare".
uscite, 'mbriacateve, andate a i concerti, conoscete le persone quando stanno storte o fatte, è il momento in cui sono più vere.

4) MUSICA, NON DISCOTECA
mettetevelo bene in testa, la "musica" che sentite in discoteca non lo è.
non è musica.
la musica la fanno quelli stonati, quelli che sanno a malapena suonare uno strumento, quelli che però magari ci credono.
mettere i dischi in un posto buio lo posso pure fa io a casa mia oggi pomeriggio, che ce vorrà?
ma farsi sanguinare le dita con una chitarra o farsi venire la tendinite con una batteria, QUELLA è musica.

5) CERCARE DI NON ESSERE TRISTE.
e per triste, non intendo essere sempre allegro.
essere triste è una cosa che non scegliamo.
per triste intendo "non essere patetico".
non so ancora bene cosa intendessi all'epoca, ma credo di esserci vicino al non esserlo.
o almeno ci provo, è già qualcosa.

6) TENERSI TUTTI I CAPELLI.
 lo so, non è facile e un po' discriminatorio contro quelli che li perdono a 18 anni ma se proprio li devo perdere, dopo i 40.
grazie Gesù.
(bro fist)

la mia memoria si ferma qui.
11 anni di distanza assopiscono i ricordi e le droghe leggere hanno fatto il resto.
credo comunque di essere vicino a quello che volevo essere da ragazzino.
o meglio, sono vicino al NON diventare quello che più temevo.
un trentenne triste, con passioni del cazzo ed una gran voglia di buttarlo nei corpi femminili e non.

martedì 2 aprile 2013

LA BARZELLETTA DI TARZAN

Tarzan è nella foresta che salta felice da una liana all'altra.
purtoppo le distrazioni sono dietro l'angolo, si imbambola a guardare lo stupendo paesaggio che Madre Natura gli offre, manca la presa con un ramo e cade a terra rompendosi le braccia, le gambe ed il pene.

subito accorrono gli animale della foresta a dare una mano al loro leader.

è subito chiara la grave situazione in cui riversa Tarzan e quindi ogni animale da il proprio contributo.

"io gli offro le mie gambe- dice una vecchia Antilope- siccome sono vecchia, ormai non mi servono più a molto. gliele cedo con piacere!"
"io gli offro le mie braccia- dice un vecchio Gorilla facendosi spazio tra la folla- siccome molte volte volte mi ha salvato dai bracconieri. ormai a questa età non posso più usarle come una volta e quindi preferisco che le prenda lui!".

e per le braccia e le gambe Tarzan è come nuovo.
però, quando si tratta di aiutarlo per sostituire il pene ormai andato, tutti si fanno indietro.

"beh, io sono giovane... vorrei ancora godermi la vita!"
"io ho una moglie, chi glielo spiega poi?"
"io il mio non lo cedo...!"

si fa avanti allora un vecchio Elefante.
"io, il mio non glielo posso dare, ma posso offrirgli un pezzo della mia lunga proboscide. sarà come non averlo mai perso!"

e tutti sembrano d'accordo con questa soluzione.

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poco tempo dopo Tarzan e il Re della foresta, il Leone, si incontrano.
"allora Tarzan, come vanno le nuove braccia e gambe?"
"una favola Leone! ormai con questa braccia non manco più una liana e con queste gambe faccio salti di cinque metri!"
"e...li sotto- chiede il Leone imbarazzato- ... come va?" 
"ecco, li ho qualche problema..."
"cioè?"
"ogni tanto prende un ciuffo d'erba e me lo mette arculo."

FINE

sabato 23 marzo 2013

GUIDATORE SOBRIO

la vita del guidatore sobrio.
è un po' 'na vita de sacrifici alla fine, ti diverti un tot mentre gli altri si divertono UN TROPPISSIMO di più rispetto a te.
che sei li, all'angolo del pub con la tua Coca-Cola e la tua sigaretta, massima espressione di ribellione che puoi permetterti.
amche perchè a quest'età, con la schiena che te comincia a cede, mica te puoi permette chissacchè.

e insomma tu te ne rimani nel tuo cantuccio di sobrietà, vedi persone che si denudano e che si abbracciano, persone che bevono da caraffe imporponibili (o meglio bevono da quello che loro CREDONO sia una caraffa ma che in verità è il portacandele) e li vedi felici, sprezzanti del giorno dopo, sprezzanti del "me stanno a guarda tutti" e, soprattutto, sprezzanti del tipo che li guarda con una Coca-Cola in mano.

va che la vita da Guidatore Sobrio non è mica 'na passeggiata.
la maggiorparte della gente che vedi bere dal portacandele le hai portate te in quel posto e tempo 10  inuti già ti chiedevano chi fossi.

"oh ma te sei... aspe'... (risata)... ehm... te sei... (risata fragorosa, il soggetto si allontana)".

stopo della conversazione.

con me che sono lucido non parla nessuno, tra loro che sono ubriachi si parla dei massimi sistemi e con me un biascicato "ehm... ma tu... ehm.." e via così.
si riconosceranno tra simili, che ve devo di'.

ce li hai portati tu, sono tuoi amici, ti preoccupi che bevano e simettano alla guida...
anzi, che bevano non è che te preoccupi, ce lo sai prima de parti' da casa, però vorresti evitare che poi guidino fino a casa credendosi Jigglypuff (storia vera).

e allora accetti di buon grado di startene a guardarli mentre dicono addio alla loro dignità di uomini e si lanciano in finti amplessi anali simulati con qualsiasi cosa gli capiti a tiro.

"ficcamelo in culo zi', vedemo che se prova!!!!"

però io pure me la rido perchè penso che li potrei avere in pugno quando e come voglio.
basterebbe prendere il telefono, fare un piccolo video...

"damme 50 euro e 'sto video è cancellato dalla faccia della terra!"
"no zi' te prego, me rovini oh..."
"50 euro!"
"..."
"ecco bravo, abbassa la testa..."

(storia vera)

venerdì 8 marzo 2013

LOTTO M'ARZO

Donne.
con la D maiuscola.
ce ne stanno poche in giro, dicono i maschi senza palle.
o quelli brutti.
o quelli col cazzo piccolo.
ecco, de uomini col cazzo piccolo ce ne stanno na marea.
il mondo, di Donne, ne è pieno e fa specie pensare che, con tutte queste donne in giro, il mondo vada così ammerda.
sono gli uomini che sono forti e perspicaci, sanno cosa vogliono, vogliono il bene della nazione.
poi te ce presenti davanti co Nicole Minetti e non capiscono più un cazzo, mandano affanculo intere economie per una Donna che ha saputo giocarsela alla grande.
non che ci voglia molto con noi uomini, se vai a strigne:

"salve, vorrei il posto di lavoro."
"lei ha esperienze, signorina?"
"no."
"allora non possiamo proprio assumerla perchè sa, quello che noi cerchiamo è... ma sono tette quelle?"
"si..."
"BENVENUTA A BORDO!"

è facile con noi.
se portate ad Angela Merkel uno dei California Dream Men, che se saranno pure sciolti e qualcuno de sicuro se sarà morto, quella mica schioda.
ferma, pietrificata.

le Donne.
se il mondo fosse in mano alle Donne ci sarebbero meno guerre.
non dico che non ci sarebbero, perchè guai se la presidentessa del Canada se presenta con le scarpe più fighe de quella del Camerun, al G8.
so botte vere.

le Donne sanno fare tutto e ci fanno fare tutto.
se una donna ci chiedesse di costruire una palafitta lo faremmo.
e lo faremmo da Dio.
poi magari tu madre te chiede de mette a scalda' l'acqua pe' la pasta e tu:

"a ma', m'hai rotto il cazzo però!!!"

il mondo è un posto troppo sporco per le vere Donne, che lavorano e che faticano, e guardano i figli, e stirano le camice, e vanno a ripia' i regazzini a scuola e via dicendo.
le Donne devono avere il posto che meritano.

LONTANO DALLE AUTO.

venerdì 15 febbraio 2013

COME FARSI DEFOLLOWARE

Twitter è bello.
niente stronzate da "condividi se anche tu vuoi salvare i maomao della terra dei cachi" e stronzate varie.
140 caratteri nudi e crudi, scrivi quello che pensi anche se è una cazzata.

bello, me piace.

su Twitter c'è anche 'sta storia simpatica del follow e del defollow, un te seguo e nun te seguo insomma, che appare come un gioco a chi raccoglie più consensi.
che poi alla fine questo è, un gioco.
stanno bene a di' che Twitterèunluogoserioincuilenotizie ammazza che du' coglioni.
fatece diverti' pure che se è tutto serio allora lasciamo perde un sacco de cose.

mica la bicicletta serve solo per spostarsi da A verso B.
serve pure a fa' le penne.

ovviamente, cosa più difficile, è farsi followare e cioè raccogliere consensi.
è teoria condivisa che sopra i mille followers sei una Twitstar.
in poche parole sei sempre il poro deficente de prima ma dalla tua hai un esercito de retwittatori e stellinatori che manco lo sbarco in Normandia.

farsi defolloware invece è facile ed è proprio qui che mi ci fiondo io.
nelle cose facili.

va ora in onda le 5 cose da fare e dire per farsi defolloware:

1) essere carnivori.
Twitter è l'habitat naturale del vegetariano-vegano-guerrafondaio che appena posti la foto di un quarto di bue alla brace insulta e defollowa.
se ne faremo 'na ragione insomma.

2) essere di destra.
su Twitter, il 94% degli utenti è del PD, Grillino o de quei partiti fondati perchè uno un giorno stava ubriaco e ha deciso de fonda' SEL.
appena si esprimerà il proprio consenso verso Silvio, defollow a manico.

3) copiare.
postate una foto del vostro scroto e non avrete la pioggia di insulti (e relativi defollows) che avrete copiando una battuta che un altro utente ha twittato 43 secondi prima.
copiandolo da un altro.

2) bestemmiare.
qui si sfonda una porta aperta.
la bestemmia da millenni è la cosa più grave che un essere umano possa fare.
sei Hitler? posso riabilitarti in due secondi.
bestemmi? SEI UN ANIMALE SENZA VERGOGNA E SENZA COSCIENZA!!1!!!!!1!
defollow come se piovesse, insulti, minacce ed altre cose che, francamente, ce ne sbatte poco il cazzo.

1) l'apoteosi del defollow.
lo scranno più alto è riservato non ad un modo di essere o di fare e neanche ad un determinato modo di vedere la vita.
la numero uno delle cose, in questo caso, da non scrivere per non essere defollowati in massa che manco se scoreggiassi in ascensore è una piccola frase che testè vi riporto:

"oggi c'è la festa della mia sorellina che fa 14 anni. chissà come sono strette le sue amiche"



buona giornata.


mercoledì 13 febbraio 2013

1997 - 2013

è il 1997.
Bill Clinton è al suo secondo mandato, Notorious B.I.G. viene ucciso e altre cose che potete trovare su Wikipedia, sono successe.
è l'anno del ritorno al successo dei figli dei fiori, dei vestiti brutti e della zampa d'elefante.
grazie a Dio, sono giorni lontani.

era il 1997 e un giovane Me, aveva 10 anni e gli occhi aperti verso il mondo.
vedevo le mie compagne letteralmente sbavare per i Take That e poi per i Backstreet Boys, diari maschili pieni delle foto delle Spice Girls che, a distanza di 16 anni, Diocristo erano brutte e vestite male.
ma come tutti in quegli anni.

poster in camera di Ricky Martin, Cioè sfogliati a debita distanza da noi maschietti e risatine velate al passaggio del belloccio di turno.
che non ero mai io, ma questa è un'altra storia.

e questo era il 1997, dal punto di vista delle icone Pop di allora.
irraggiungibili, bellissimi, strafighi, dei Dii.
Dei...
vabbè, quello.

________

è il 2013.
ho 25 anni, quasi 26, e ragazzine di tredici anni che, senza sapere che forma ha il cazzo, già iniziano a bramarlo come quello là de "il mio tessssoro", ragazzini vestiti come imprenditori che il sabato sera te sorpassano co quelle cazzo de macchinette e le solite icone Pop che col tempo passano e cambiano.
Ricky Martin s'è scoperto ricchione (ooooh nnnnooooo...), le Spice Girls rientrano nella categoria MILF e i Backstreet Boys... boh... saranno morti.

altre icone li stanno soppiantando.
è inutile che ve cito i vari Bieber e cazzi vari che ripete quello che sapemo tutto me pare abbastanza inutile no?
il fatto è che, pensando a me 16 anni fa, quello che avevano in più 'ste icone era proprio la loro irraggiungibilità.
e questo ci teneva "a bada".
cioè, ner senso, Ricky Martin abitava in Sudamerica e là rimaneva.
stop, punto, basta.

oggi abbiamo i social network che ci avvicinano ai nostri idoli (anche se "idolo" non mi piace come parola), magari riusciamo anche a scambiarci qualche parola via Facebook o Twitter ma noi, i ragazzini del 1997, sappiamo quando fermarci.
sappiamo quando quello dall'altra parta sta a di':
"ammazza c'accollo questo!"
e ci fermiamo un millimetro prima.

i ragazzini oggi non hanno freni, non hanno paura de esse n'accollo, non hanno neanche il buon senso de di':
"vabbè, ho pisciato fori dar vaso sta botta!".

non ce l'hanno.

ecco perchè dico ai loro genitori de menaje.
ma forte.

mercoledì 30 gennaio 2013

NON E' COMPITO MIO

le cavallette che t'entrano in casa e il cesso che non scarica dopo lo stronzone rimasto lì a guardarti; i testimoni di Geova che ti chiedono se conosci Dio e tu no che non lo conosco, sennò je menavo e la marea di merda che devi affrontae ogni giorno non sono NULLA!!!!11!1 in confronto alla vera piaga sociale del nuovo millennio.

"non è compito mio".

lo saprete già insomma, che sentirsi dire una frase del genere non è mai bello, soprattutto perchè chi la dice sa che, effettivamente, quello è un suo dovere ma guidato dal malcostume italiano che dice che:

"se 'na cosa non l'ho mai fatta allora non la devo fa' pure se sul contratto mio ce sta scritto che EFFETTIVAMENTE  la devo fa'"

ci si ritrova spesso in uno stallo alla messicana in cui i:

"si, lo devi fa'"

e i:

"no, non lo devo fa'"

si scontrano in epici combattimenti monosillabici, schegge di:

"è un mio diritto!!!!"

che vanno ad incrociarsi con proiettili di:

"e chi te lo dice a te che è 'n diritto tuo????"

insomma, la vera merda.
oggi voglio rendervi partecipi della nuova frontiera, il nuovo step, il "no è problema mio", di Mourinhana memoria, 2.0.

per lavoro, consegno nelle scuole di Roma.
non tutte, ovviamente, mica so superman.
ho 21 scuole da rifornire ogni giorno di pane e con orari ben precisi da rispettare.
cosa che faccio anche molto bene tra l'altro.
di queste 21 scuole, 4 in particolare avranno la mia attenzione perchè emblematiche per il tema che testè vado a svolgere.

le scuole in questione hanno in comune l'essere soggetti a custodia, nel senso che un custode provvede alla manutenzione dell'edificio.
altra cosa in comune, hanno delle cuoche che arrivano sempre tardi, ma non di un minuto, de interi quarti d'ora, facendomi calare il poker di bestemmie.
spesso mi trovo costretto a suonare al citofono del custode per evidenti motivi logistici e tempistici e vengo apostrofato sempre allo stesso modo:

"ao a zì... (pausa lunghissima per fare finta di essere stato svegliato dal mio infame squillo alle 7:30 di mattina quando hai tutta la casa accesa come l'albero di Natale che tua nonna ha nel culo)... emmica pòi sonà così... (altra drammatica pausa...) ... ciò er regazzino chedddorme..."

caso strano questo.
in tutte le scuole in cui sei costretto a suonare al custode prima dell'arrivo delle bidelle o dei mortacci loro, c'è sempre un placido ragazzino (il più delle volte di 4/5 mesi) che viene svegliato dall'orco cattivo del pane che diocane vuole solo lavorare con tranquillità.

"si guardi, mi dispiace, ma dovrei consegnare il pane. ho degli orari ben precisi e se la cuoca mi fa ritardo di... (occhio al'orologio)... tre giorni, sarà complicato finire il giro senza che mi sparino alla colonna vertebrale. può aprirmi per piacere?"

"guarda che mica è compito mio!!!1111!!!111!"

e a me cascano le braccia.
sei li, a parlare al citofono, hai il dito a tre centimetri da quel cazzo di pulasante di merda che mi permetterebbe di lavorare come un cristiano normale e a te di fare una buona azione e te ne rimani lì. inebetito dal "non è compito mio".
Dio santo.

non sono un terrorista, non vendo la droga aibbambini, non ho una colt .45 nelle mutande e non sono un romanista.
fammi entrare figlio di puttana.

venerdì 11 gennaio 2013

CLICLACLARE

c'è quella cosa chiamata freddo.
in questa casa di freddo ne ho pure troppo, ho i piedi ghiacciati e le mani in ipotermia.
e la bestemmia sempre pronta a partire.
perchè la bestemmia è terapeutica.

sbatto le dita fredde sulla tastiera e non mi esce un cazzo di sensato, il freddo m'uccide pure i penzieri.
e la grammatica

le orecchie neanche riconoscono il suono del "cliclaclicla" della tastiera, lo catalogano come "suono di ossa fredde che sbattono tra loro" e via così, di allegria.

che magari sto suono de ossa fredde che sbatacchiano sono effettivamente le mia dita che "cliclaclano" tra loro e io manco me ne sto a accorge, vallo a capì.

è Venerdì mattina e tra il cliclaclare della tastiera e/o delle dita, mi riempio di freddo e svuoto la fronte del muco in eccesso.

fazzoletti dappertutto, bello schifo sta camera.

bello schifo il freddo.

bella merda il raffreddore.

giovedì 3 gennaio 2013

SONO NEL LIMBO

sono nel limbo.
Non so quando ricominceró a lavorare, se ricominceró a farlo, dove, con quale mansione ma soprattutto, rullo di tamburi, me pagheranno?

-Domanda perspicace Gabriele. Mi piacciono i tipi come te, diretti.
Giustificami peró tale domanda con inoppugnabili fatti verificabili da chiunque.
-beh, prima di tutto ho EFFETTIVAMENTE lavorato.
-"effettivamente" dici... Mah, non saprei che dirti...
-in effetti, sor Mae', ne é passata d'acqua sotto i ponti dall'ultima volta che m'avete pagato ma posso affermare con precisione che me dovete da' ancora la bellezza de quattroedicoquattro mensilitá.
-ma no, te starai a sbaglia'...
-no no, a matematica faccio pietá ma coi soldi miei so ma spada.
-spada? Mi stai minacciando?
-no macché, é un modo de di'...
-no no, mi stai minacciando!
-guardi sor mae', ci dev'essere un malinteso...
-nessun malinteso!!!! Qui siamo sul penale!!! Ma possiamo metterci d'accordo su un risarcimento danni morali che si aggira sui... *ticchettio veloce sulla calcolatrice*... 5 mila euro!
-proprio quelli che me dovete da' voi a me sor mae'...
-i casi della vita Gabrie'...
-...
-...