martedì 30 aprile 2013

IL TRENTENNE CHE NON VOGLIO ESSERE.

quando avevo 15 anni o qualcosa del genere, mi sono ripromesso di NON diventare alcune cose.
e mi sono dato anche un limite, passato il quale, sarei venuto meno alla mia promessa.
e quel limite erano appunto i 30 anni.

a 15 anni i 30 anni sembrano davvero un limite spropositato, erano il futuro e qualcosa che sarebbe arrivato tra cento anni.
c'erano altri 15 anni in mezzo tra il vecchio me ed il futuro me e quegli anni erano lunghi, ognuno, almeno il doppio.
almeno credevo.

ed ora mi ritrovo qui, a quasi 26 anni, a quattro anni dal termine della promessa fatta al me stesso di 11 anni fà e credo che in buona parte sono riuscito a non deludermi.

vi scrivo qui di seguito le cose che non sarei dovuto diventare e che non avrei dovuto fare.
e intanto vi faccio pure un resoconto della mia INTERESSANTISSIMA vita.

1) NON DIVENTARE NOIOSO.
ricordo un ex di mia sorella, vicinissimo all'epoca ai trent'anni e ricordo il suo essere noioso, tedioso, sempre stanco e pigro.
e questa cosa mi ha davvero scosso.
uno a 30 anni che pò esse così rompicojoni?
eddaje su.

2) NO MANGA.
se non me piacevano a 15 anni nonvedo perchè dovrebbero piacermi ora.
niente da aggiungere insomma, non te ponno piaceè i manga a 30 anni.

3) NO SALSA.
ho detto salsa ma avrei potuto dire Bachata, Tango e tutti i latinoamericani.
musica insulasa per gente insulsa.
non è figo avere trent'anni e ballare come un omosessuale di Manila.
non è figo avere trent'anni e sculettare come Cristiano Malgioglio.
non è figo avere trent'anni e cercarsi la ragazza in questi centri di "Dio-mio-ti-prego-voglio-scopare".
uscite, 'mbriacateve, andate a i concerti, conoscete le persone quando stanno storte o fatte, è il momento in cui sono più vere.

4) MUSICA, NON DISCOTECA
mettetevelo bene in testa, la "musica" che sentite in discoteca non lo è.
non è musica.
la musica la fanno quelli stonati, quelli che sanno a malapena suonare uno strumento, quelli che però magari ci credono.
mettere i dischi in un posto buio lo posso pure fa io a casa mia oggi pomeriggio, che ce vorrà?
ma farsi sanguinare le dita con una chitarra o farsi venire la tendinite con una batteria, QUELLA è musica.

5) CERCARE DI NON ESSERE TRISTE.
e per triste, non intendo essere sempre allegro.
essere triste è una cosa che non scegliamo.
per triste intendo "non essere patetico".
non so ancora bene cosa intendessi all'epoca, ma credo di esserci vicino al non esserlo.
o almeno ci provo, è già qualcosa.

6) TENERSI TUTTI I CAPELLI.
 lo so, non è facile e un po' discriminatorio contro quelli che li perdono a 18 anni ma se proprio li devo perdere, dopo i 40.
grazie Gesù.
(bro fist)

la mia memoria si ferma qui.
11 anni di distanza assopiscono i ricordi e le droghe leggere hanno fatto il resto.
credo comunque di essere vicino a quello che volevo essere da ragazzino.
o meglio, sono vicino al NON diventare quello che più temevo.
un trentenne triste, con passioni del cazzo ed una gran voglia di buttarlo nei corpi femminili e non.

martedì 2 aprile 2013

LA BARZELLETTA DI TARZAN

Tarzan è nella foresta che salta felice da una liana all'altra.
purtoppo le distrazioni sono dietro l'angolo, si imbambola a guardare lo stupendo paesaggio che Madre Natura gli offre, manca la presa con un ramo e cade a terra rompendosi le braccia, le gambe ed il pene.

subito accorrono gli animale della foresta a dare una mano al loro leader.

è subito chiara la grave situazione in cui riversa Tarzan e quindi ogni animale da il proprio contributo.

"io gli offro le mie gambe- dice una vecchia Antilope- siccome sono vecchia, ormai non mi servono più a molto. gliele cedo con piacere!"
"io gli offro le mie braccia- dice un vecchio Gorilla facendosi spazio tra la folla- siccome molte volte volte mi ha salvato dai bracconieri. ormai a questa età non posso più usarle come una volta e quindi preferisco che le prenda lui!".

e per le braccia e le gambe Tarzan è come nuovo.
però, quando si tratta di aiutarlo per sostituire il pene ormai andato, tutti si fanno indietro.

"beh, io sono giovane... vorrei ancora godermi la vita!"
"io ho una moglie, chi glielo spiega poi?"
"io il mio non lo cedo...!"

si fa avanti allora un vecchio Elefante.
"io, il mio non glielo posso dare, ma posso offrirgli un pezzo della mia lunga proboscide. sarà come non averlo mai perso!"

e tutti sembrano d'accordo con questa soluzione.

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poco tempo dopo Tarzan e il Re della foresta, il Leone, si incontrano.
"allora Tarzan, come vanno le nuove braccia e gambe?"
"una favola Leone! ormai con questa braccia non manco più una liana e con queste gambe faccio salti di cinque metri!"
"e...li sotto- chiede il Leone imbarazzato- ... come va?" 
"ecco, li ho qualche problema..."
"cioè?"
"ogni tanto prende un ciuffo d'erba e me lo mette arculo."

FINE