venerdì 24 maggio 2013

GOSSIP

ci sono cose di cui non solo non ce ne dovrebbere sbattere la ciolla a priori, ma che proprio non dovrebbero entrare nemmeno nel nostro spazio d'attenzione.
e invece ci entrano eccome, bussando prima piano.
tu non vuoi aprire, preferiresti i testimoni di Geova, e credi che se ne stiano andando con la coda tra le gambe.
poi chiamano gli SWAT e ti abbattono la porta dell'appartamento disabitato che comunemente viene chiamato cervello e rimangono a mangiare a spese tue per chissà quanto tempo.

parlo del Gossip.
quella cosa con cui Studio Aperto ci campa da anni e la D'Urso c'ha mandato all'università i figli, i nipoti, le cugine e le zie.

il termine Gossip non so neache da dove arrivi e francamente, perdere tre minuti della mia preziosa vita per 'sta cazzata mi sembra troppo.
possiamo però essere sicuri che la patria del Gossip sia l'Inghilterra.
un paese in cui se Kate ha i tacchi di 2 micron più alti di quanto l'etichetta reale imponga, si grida allo scandalo, che se sta a monta' la capoccia e via dicendo.
e quello che più fa male ammettere è che, anche se non me ne strasbatte un cazzo di niente della famiglia reale inglese, io so chi è Kate.
so anche il cognome.
Middletone.

non vi fa incazzare come bestie?
queste notizie non chiedono permesso.
se mettono a sede, te se magnano tutto e poi vanno via quanno je pare a loro senza manco un grazie.
e comunque, quando pare a loro significa MAI.

notizia di oggi, Magnini e la Pellegrini si sono lasciati.
hanno fatto un comunicato ANSA.
un comunicato ANSA.

un comunicato ANSA.

UN COMUNICATO ANSA.

ve l'ho scritto più volte per farvi capire bene la pazzia.
immaginatevi di essere un giovane ed aspirante giornalista che scrive per l'ANSA.
siete magari in un momento di pausa e state navigando in internet, leggete quello che i vostri giornalisti preferiti scrivono sulla politica italian ed estera, sulla guerra al terrorismo, sulle vicende intricate della Cina contro il Tibet.
e vi squilla il telefono.

"si, chi è?"
"salve, l'ANSA?"
"si, mi dica"
"vorrei fare un comunicato stampa, è possibile?"
"certo certo, dica pure..." -è il mio momento!!!-
"sono la Pellegrini, può far sapere ALL'ITALIA INTERA che sono single ora?"
*BAM *BAM
"ehm scusi, è ancora in linea signor giovane giornalista? ho sentito un rumore..."
"non si preoccupi signorina Pellegrini, mi sono solo cascate le palle".



martedì 7 maggio 2013

PINOCCHIO 2.0

Hollywood, smettila di romperci le palle coi kolossal basati sulle favole.
non sono mai stato un fan di cose come "il Re Leone" o "Robin Hood", anche perchè il cinismo mi portava a pensare che una volpe non potesse tendere un arco senza il cazzo di pollice opponibile.
ma sto divagando.

esempi come "Biancaneve e il cacciatore" sono sintomatici di un'era che vede l'americanata farla da padrona.
torniamo agli anni '90 con robe tipo Top Gun, Jurassic Park eccetera che però erano bei film cazzo.
apparte Top GUn vabbè, però ora non me ne vengono altri.
l'americanata va bene se fatta in America da americani che la sborosità ce l'hanno nel sangue insomma.
se guardate film tipo Pearl Harbour ve verrebbe voglia de spacca' la televisione.
regazzini de 8 anni che sognano de pilota' l'aerei, usano lo slang gajardo da pilota...
boh, a 8 anni io me guardavo le partite della Lazio e ancora non sapevo che era il fuorigioco.
per dire.

ma se trasliamo queste esagerazioni in un contesto tipicamente europeo, quale la fiaba, le due verità verranno a contatto in una maniera catastrofica.
o fantastica, per gli amanti del kitsch.
punti di vista.

esempi come "Biancaneve e il cacciatore" sono perfetti.
biancaneve non era figa, era 'na pòra disgraziata.
il cacciatore era solo lo zerbino della regina zitellona bruttona, non il tizio dai capelli fluenti, pure un po' zozzo magari, che c'hanno fatto vede'.

vi faccio fare un piccolo giochino mentale a questo punto:



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REGISTA: Tim Burton
PROTAGONISTA: Johnny Depp (manco a dillo)


                                                 PINOCCHIO

Johnny Depp è un astuto Pinocchio, intimista e che gioca secondo le proprie regole.
Pinocchio, in questo caso, si fa di oppio.

Geppetto è Anthony Hopkins, moderno Frankenstein che in un androne buio di un palazzo francese dell'800 (si, in Francia va bene?) crea dal nulla un regazzino de legno.

Tim Burton taglierà intere scene con la fata turchina (interpretata da Keith Richards) e con la volpe e il gatto (due zombi) e passerà subito alla scena con la balena.
balena interpretata da Jorge Garcia (il cicciamerda di Lost).

Pinocchio, chiuso nella buia balena, prima inizia a cantare e ballare canzoni di morte con dei pesci in fase di putrefazione e quando si rompe il cazzo comincia a chiedere aiuto.
Geppetto, AKA Anthony Hopkins, con l'aiuto di Keith Richards (la fata turchina), ritrova il segnale del GPS infilato nel culo di Johnny Depp e, trasportato da mille corvi capitanati da Brandon Lee (il Corvo - non può piovere per sempre) atterra sulla balena.

dopo un ballo ed il solito canto di morte con la Balena, Geppetto sbrocca, caccia fòri l'AK47 e libera Pinocchio che, drogato come Ozzy Osborne, cade in coma e sognerà per sempre di essere un bambino vero.

ultima scena, Pinocchio che saluta la Fata Turchina., convinto di essere un bambino in carne e ossa.
l'immagine si allarga, i contorni verdi di un mondo super-mega-wow si affievoliscono e tuttuduntratto ci ritroviamo in una sala d'ospedale, Johnny Depp attaccato ad una macchina per rianimare ed una dolce voce fuori campo:

"voleva solo essere un bambino vero".



ecco, dove arriveremo.
giovinastri.