mercoledì 24 ottobre 2012

LA GRANDE CRISI DELLA FIDUCIA VERSO L'UMANITA' DEL 2010

due anni fa, la crisi era ancora definita "virtuale", la Crisi vera e propria, quella con la C maiuscola, quella delle aziende, era soltanto un lumicino (si potrà dire?) che, da lontano, ci mostrava il dito medio e noi, belli stronzoni, ce la ridacchiavamo convinti che a quel punto noi non saremmo arrivati.
beh, guarda un pò, ci siamo dentro fino al collo.
ahah, grasse risate.
proprio in quegli anni di fulgore giovanile, anni pessimi in cui votato PD e, ma che dico, votavo ancora, vivevo una mia personale crisi.
lo Spread tra me e la fiducia nel mondo andava sempre via via allargandosi arrivando al livello "Iddiomadonna".
e il livello "Iddiomadonna" nella mia scala personale è altina eh.
ogni giorno riuscivo a vedere schifo e indecenza dappertutto, nella TV, nelle pubblicità, nello sport e persino nello sguardo della gente.
vedevo una signora salire sull'autobus e pensavo "guarda te questa che faccia da 'gnorante, questa pierà a pizze i figli tutti i giorni".
ero seriamente malato di misantropia.

leggo da Wikipedia:

"La misantropia è l'odio totale o sfiducia nei confronti del genere umano, l'attitudine all'antipatia e alla sfiducia verso le altre persone.

ero io.
un ventitreenne testa di cazzo.

non è facile uscire da questa situazione di stallo, la misantropia è nabbrutta bestia e difficilmente ti lascia stare.
e infatti io ce l'ho ancora sta cosa simpatica del vedere il peggio in tutto/i.

il fatto è che dopo un pò ti ci abitui e ci convivi, sai gestire il tuo odio verso il mondo fino a farlo diventare un leggero scetticismo verso il prossimo.
scetticismo > misantropia no?

credo sia questo il momento in cui uno comincia ad essere vecchio.
quando ti stanchi di farti stare sul cazzo il creato e cominci ad accettarlo e poi, piano piano, ad apprezzarlo.
o magari non diventi vecchio, esci solo dall'adolescenza.
magari il passaggio da misantropia a scetticismo (con futuro passo verso il "non è poi così male") è solo uno dei tanti passi da fare per arrivare a quell'età in cui ti riappacifichi con il resto dell'umanità e vivi in serenità.

cose difficili da sapere ora.
anche perchè, forse, non ero solo misantropo.
ero solo enormemente stronzo.

domenica 21 ottobre 2012

GOODBYE LAMENTELA

non c'è più un cazzo di cui lamentarsi.
ci si lamentava di Berlusconi, dei link di Facebook, delle Bieberine, della politica, dello sport, dei mortacci vostra che ve campano e tante altre piccole cose che, in Italia o nel piccolo del vostro comune, fanno girare il culo ai più.
e a me c'erano cose che me lo facevano stragirare per dio.
oltre ai sopracitati Berlusconi eccetera, ci aggiungo la religione (qualunque essa sia), il Papa, il Vatik Ano e tutte quelle cose che fa figo lamentarsi.
perchè, diciamocelo, lamentarsi fa un pò figo no?
nel senso, se ti lamenti vuol dire che tu sei uno che ha sgamato no, sei uno che non si fa fottere dal sistema, sei uno che lascia perde alle medie ho sgamato uno che m'aveva rubato la collezione delle schede telefoniche e subito dal preside l'ho mandato.
sei il saggio.

"oh, hai visto che ha detto Berlusconi? che le tasse-"
"ma ancora state appresso a Berlusconi? tsè, io voto il partito dei Concordati dell'Europa Conglomerata, quelli si che mettono online quello che spendono e non se fanno fregà dalla casta zì."


brutto periodo per i lamentosi, in un paese dove i lamentosi hanno un partito che prende il 5% e più (M5S n.d.r.)

il lamento era una piccola oasi verde nel quale cullarci e bearci della nostra potenza sgamatoria del "a me non la dai a bere", con la consapevolezza poi, del non essere per forza costretti a fare qualcosa per cambiare.

per la politica Beppe Grillo ha istituzionalizzato il lamento, per la musica ste deficenti delle Beliebers e sti mezzi froci dei 1D hanno distrutto anche l'insulto verso il prossimo perchè non capiscono manco quello che je stai a dì e per le altre mille cose di cui ci si lamentava internet ha fatto il resto:
milioni di persone che si lamentano della stessa cosa, annullandosi così a vicenda.

il lamento ha perso un pò del fascino da "che cazzo ne sapete voi" e ha assunto il ruolo del ragazzino comunista in una scuola di fascisti:
"aò, sempre a lamentatte stai."
e giù di saluto fascista.