non c'è più un cazzo di cui lamentarsi.
ci si lamentava di Berlusconi, dei link di Facebook, delle Bieberine, della politica, dello sport, dei mortacci vostra che ve campano e tante altre piccole cose che, in Italia o nel piccolo del vostro comune, fanno girare il culo ai più.
e a me c'erano cose che me lo facevano stragirare per dio.
oltre ai sopracitati Berlusconi eccetera, ci aggiungo la religione (qualunque essa sia), il Papa, il Vatik Ano e tutte quelle cose che fa figo lamentarsi.
perchè, diciamocelo, lamentarsi fa un pò figo no?
nel senso, se ti lamenti vuol dire che tu sei uno che ha sgamato no, sei uno che non si fa fottere dal sistema, sei uno che lascia perde alle medie ho sgamato uno che m'aveva rubato la collezione delle schede telefoniche e subito dal preside l'ho mandato.
sei il saggio.
"oh, hai visto che ha detto Berlusconi? che le tasse-"
"ma ancora state appresso a Berlusconi? tsè, io voto il partito dei Concordati dell'Europa Conglomerata, quelli si che mettono online quello che spendono e non se fanno fregà dalla casta zì."
brutto periodo per i lamentosi, in un paese dove i lamentosi hanno un partito che prende il 5% e più (M5S n.d.r.)
il lamento era una piccola oasi verde nel quale cullarci e bearci della nostra potenza sgamatoria del "a me non la dai a bere", con la consapevolezza poi, del non essere per forza costretti a fare qualcosa per cambiare.
per la politica Beppe Grillo ha istituzionalizzato il lamento, per la musica ste deficenti delle Beliebers e sti mezzi froci dei 1D hanno distrutto anche l'insulto verso il prossimo perchè non capiscono manco quello che je stai a dì e per le altre mille cose di cui ci si lamentava internet ha fatto il resto:
milioni di persone che si lamentano della stessa cosa, annullandosi così a vicenda.
il lamento ha perso un pò del fascino da "che cazzo ne sapete voi" e ha assunto il ruolo del ragazzino comunista in una scuola di fascisti:
"aò, sempre a lamentatte stai."
e giù di saluto fascista.
ci si lamentava di Berlusconi, dei link di Facebook, delle Bieberine, della politica, dello sport, dei mortacci vostra che ve campano e tante altre piccole cose che, in Italia o nel piccolo del vostro comune, fanno girare il culo ai più.
e a me c'erano cose che me lo facevano stragirare per dio.
oltre ai sopracitati Berlusconi eccetera, ci aggiungo la religione (qualunque essa sia), il Papa, il Vatik Ano e tutte quelle cose che fa figo lamentarsi.
perchè, diciamocelo, lamentarsi fa un pò figo no?
nel senso, se ti lamenti vuol dire che tu sei uno che ha sgamato no, sei uno che non si fa fottere dal sistema, sei uno che lascia perde alle medie ho sgamato uno che m'aveva rubato la collezione delle schede telefoniche e subito dal preside l'ho mandato.
sei il saggio.
"oh, hai visto che ha detto Berlusconi? che le tasse-"
"ma ancora state appresso a Berlusconi? tsè, io voto il partito dei Concordati dell'Europa Conglomerata, quelli si che mettono online quello che spendono e non se fanno fregà dalla casta zì."
brutto periodo per i lamentosi, in un paese dove i lamentosi hanno un partito che prende il 5% e più (M5S n.d.r.)
il lamento era una piccola oasi verde nel quale cullarci e bearci della nostra potenza sgamatoria del "a me non la dai a bere", con la consapevolezza poi, del non essere per forza costretti a fare qualcosa per cambiare.
per la politica Beppe Grillo ha istituzionalizzato il lamento, per la musica ste deficenti delle Beliebers e sti mezzi froci dei 1D hanno distrutto anche l'insulto verso il prossimo perchè non capiscono manco quello che je stai a dì e per le altre mille cose di cui ci si lamentava internet ha fatto il resto:
milioni di persone che si lamentano della stessa cosa, annullandosi così a vicenda.
il lamento ha perso un pò del fascino da "che cazzo ne sapete voi" e ha assunto il ruolo del ragazzino comunista in una scuola di fascisti:
"aò, sempre a lamentatte stai."
e giù di saluto fascista.
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