martedì 24 luglio 2012
LE MIE SCUSE
voglio usare questo blog per chiedere scusa.
le scuse, ovviamente, credo non arriveranno mai all'interessato, ma voglio pensare che nel labirinto di "questo internet di cui si fa un gran parlare" le mie scuse e quell'autista di TIR sulla via Casilina, un giorno possano incontrarsi.
quando passi la notte a guidare succedono due cose:
1) non ti va più di guidare
2) sei abituato alle strade vuote della notte e il traffico mattutino ti indispettisce verso le divinità più conosciute.
queste due cose messe insieme formano me.
quando poi so che tra me e il mio letto ci sono 60 km di traffico, tendo ad essere un tantino nervoso e qui arriviamo al perchè delle mie scuse.
per chi fosse pratico di Roma, sa che la via Casilina è una trappola mortale.
e, per chi fosse ancora più pratico del traffico della città eterna, sa che OGNI CAZZO DI STRADA CONSOLARE è una trappola mortale.
non solo la Casilina.
comunque.
me la sciallavo di presobenismo verso casa quando ad un certo punto, mi si para davanti un serpente di lamiera.
qualcosa come 40 auto in diligente fila, quaranta all'ora fisso, trenta gradi, niente acqua.
tra le spire di questo serpente cercavo di scrutare l'orizzonte per quantificare il giusto grado di bestemmie da sputare ma la testa del serpente era infima.
non si mostrava all'occhio umano.
curve su curve, dossi e semafori che non riuscivano a tagliare questo strisciante animale lamieroso.
quando ecco che il capoccione della biscia si palesava ai miei occhi!
un TIR!!!
l'incubo di ogni guidatore, la maledizione di ogni autista di furgone, la punizione divina per quel sorpasso azzardato di ieri...
tralasciando le gravissime accuse da me mosse ad una divinità (non dirò quale) di essere una prostituta, concentro tutto il mio odio verso quell'anonimo autista che si pone tra me e il riposo.
ad ogni curva l'odio sale e le accuse alle varie divinità esistenti di essere animali con setole cresce vertiginosamente.
tanto che alla radio danno la notizia che lo spread tra me e il paradiso si è allargato.
ma spesso la realtà si presenta a noi in maniera beffarda.
quello che vediamo spesso non è che la proiezione che noi stessi diamo del nostro disagio interiore e bla bla bla.
la realtà, come era davvero, mi si è presentata ad un ameno incrocio sulla via per Valmontone quando la velocità, già altalenante tra il ridicolo e il vaffanculo, scese ad un clamoroso zero.
TIR fermo.
seguirono poi diversi chilometri ad andatura "mi nonna" e bestemmie alla "mi nonno" (che, per la cronaca, era tipo un maestro della gran famiglia dei bestemmiatori).
i volti spossati dei miei compagni di viaggio espressero poi sollievo quando la luce gialla in basso a sinistra dell'enorme castigo divino che prende il nome di autoarticolato, prese a lampeggiare.
la freccia della svolta a sinistra, quasi una svolta di vita.
mi ero già preparato il clacson, pronto a suonare a quel bastardo la mia rabbia, volevo fargli sapere che non aveva vinto, volevo fargli sapere che DIO MIO E' TESTIMONE E CHE IO SONO...
a quel punto, un piccolo scricciolo blu si intravede tra la strada libera e il TIR. anche lui, nel suo piccolo, con una piccola freccia a sinistra.
la luce è forte, il caldo ottenebra la mente e la vista e quel coso blu sembra proprio che sia un... vediamo... sembra sia un...
un tre ruote.
un tre ruote.
me lo ripetei decine di volte nella testa per rendermi conto di quello cui ero stato testimone.
un piccolo merdosissimo tre ruote della Piaggio ci aveva tenuti in scacco per 10 chilometri abbondanti riuscendo a farci maledire quel povero autista di TIR che, come noi, avrebbe volentieri venduto l'anima al diavolo per levarsi quel rombante rompicoglioni dalle palle.
e quindi ecco le mie scuse ufficiali a te, onorato camionista, bersaglio dei miei insulti.
che la strada ti sia sempre sorridente.
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